sempre di corsa

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di corsa scrivo anche oggi…ormai è una settimana che non mi fermo un attimo…

ma adesso qui posso 

dunque ieri lacrime e lacrime

a volte ritornano pezzi del passato …quei pezzi di vetro di cui parla francesco d.g. pezzi taglienti 

che fanno male 

possibile che vicende passate restino attaccate a noi come un “gorillotto” con scarpe da ginnastica 

che ci segue ovunque attaccato alla nostra schiena? e ringrazio le voci di ieri che mi hanno prestato questo strano

animaletto che non se ne va se ben attrezzato…

io ne sono fuori adesso, completamente fuori …eppure ieri sera e stanotte lì attaccata al pc a vedere e leggere e informarmi su un qualcosa che non mi riguarda più…ma che in effetti è sempre lì…imminente che può accadere ecco

come se n’è andato senza troppe spiegazioni può tornare … forse sarebbe il caso di capire 

il perché io non abbia potuto avere una “prima volta decente” ma anche indecente anche schifosa ma almeno individuabile nel tempo passato in un momento una sera, ma anche una mattina, guarda mi andrebbe bene anche uno squallido bagno di una schifosissima discoteca in una serata ad alto tasso alcolico… oppure quei bei racconti in quelle divertenti, vabé a tratti anche un pochino squalliducce, però sempre da amicone di una vita, serate tra vino e vecchie foto …. ecco e racconti di sesso di amori finiti il giorno dopo finiti la sera stessa e anzi mai cominciati …quelli che ti svegli ti volti e aiutoooo ma che ho fatto??? forse meglio così forse non era per me …si sa che io sono per le cose complicate … io sono per le profondità noiose lunghe piene stancanti..so che comunque, anche fossi stata una persona normale, e non lo sono, anche oggi non lo sono poi tanto in verità,  avrei avuto muri di altro genere, muri ad impedire l’ingresso di tutto…ecco non può passare tutto, non entra di tutto …il cartello in verità diceva “vietato l’ingresso a tutti” poi l’ingresso a che cosa non lo sapevo nemmeno io e forse non c’era comunque sta folla a voler entrare. Si entra e si esce senza sapere dove e perchè…ma, con il mio cartello, per entrare, senza sapere neanche bene dove ci si andava ad infilare, ci voleva grande impegno e infine poi magari non si andava da nessuna parte … odio l’amore romantico dico infine, dopo averlo sperimentato a lungo , odio madame bovary e le storie che poi alla fine c’è sempre una che non le va bene niente…gli uomini ne escono vivi, malridotti talvolta, ma vivi, le donne no. Loro muoiono, si divertono poi neanche tanto, e infine via… insomma due parole e un pranzo senza fine e infine taglienti frammenti e un viaggio in macchina e casa e meglio e ferite che fanno pensare.

 

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frasiinaspettate

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allora capita a volte di pensare a spazi vuoti…e che poi questi spazi invece si riempiano di parole. Anche poche parole, Non ci rendiamo conto di quanto le parole possano cambiare la vita. Poi certo le azioni le seguono. Ma prima di tutto ci sono le parole che riempiono tutto. Ecco ieri sera ho ascoltato e in modo inaspettato ero felice. Ho passato giorni a pensare al fatto che qualcosa non sarebbe stato e poi invece è stato.

Perché invece di attendere, senza mettere in testa ad altri nostri pensieri, non aspettiamo che ciascuno ci dica cosa effettivamente pensa. 

comunque ho ascoltato

e mi piace pensare a queste nuove parole inaspettate

spazio vuoto

Digressione Postato il Aggiornato il

A volte semplicemente non ci si capisce. A me, devo dire, ultimamente capita spesso. 

Sembra che il mondo giri un pò troppo veloce e ci si perda dei pezzi nel vorticare tutti.

I silenzi aumentano e si allenta qualcosa, ma adesso spiegare che cosa sarebbe difficile perché non trovo bene ancora le parole. E’ come se piano piano si iniziassero a tacere alcuni dettagli, ecco piccole cose, piccolissime, perché si sa che dirle comunque non cambierebbe nulla, o perché le si è già dette e ridette e allora si può essere come assuefatti dalle nostre stesse parole e emozioni. Quindi si smette e basta. Non è che non si provino più o non si sentano, solo restano dentro e non escono più allo scoperto. In fondo le nostre emozioni non sempre hanno voglia di sentirsi calpestate, noi non sempre abbiamo voglia che ci si dica chiaro in faccia di no. Ecco penso che dopo tanti no ripetuti allora si smette di chiedere sapendo già la risposta.  Tra due persone questo smettere di chiedere può creare uno spazio vuoto.  Allora si percepisce che manca un pezzettino, ma non si sa forse bene che cosa sia. Ecco molte parole per dire nulla….come al solito…ma lo spazio l’ho riempito forse.

cielo arancio

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questa mattina mi sono svegliata e…come al solito erano le tre e quaranta…e fuori il cielo era azzurro e ho pensato che ..

il cielo dalla mia camera di quando ero piccola di solito era un’arancia. In sottofondo c’era sempre un rumore di macchinari al lavoro e mescolato all’arancia c’erano fumi bianchi che si sollevavano al cielo. No, non abitavo in Cina, ma a qualche isolato dall’antibioticos o farmitalia. Io non avevo in mente che ci potesse essere una notte davvero buia. La notte era un’arancia matura ed era fatta di rumori… forse anche poco attutiti dalle finestre stile anni sessanta. 

sole

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oggi sole …e allora ansia da parco… so già che farà freddo e poi ora, mentre scrivo, ho i fagiolini sul fuoco…però parco parco parco. Ho deciso io. I bambini stanno troppo fermi e hanno bisogno di muoversi e che posto migliore del parco per farlo? Quindi parco. Senza sosta dal solito giornalaio. Oggi parco. Oggi aria pulita, che poi al parco o in via torino, a Settimo, forse l’aria è sempre la stessa… anzi togliamo anche il forse. Infine scrivo e non dormo e odio sibilla.

oggi si comincia

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oggi si comincia a scrivere… su me noi e mamme e figli e scuola e uomini e donne e amici e amiche e tempo poco e tutto che va in fretta e un pc sulle ginocchia in una stanza buia e pigiare piano sui tasti per non fare rumore…